La metodologia Suzuki ebbe origine quando, tra gli anni '20 e gli anni '30, il maestro giapponese
dal quale prende il nome il metodo, ebbe modo di trovarsi a Berlino per approfondire le sue
conoscenze sulla cultura musicale europea.
Si tratta quindi di un metodo fondamentalmente europeo, in cui tutte le musiche scelte
dal didatta e studiate dai bambini sono tratte dal repertorio europeo barocco o romantico.
Impariamo a rilassarci
Suzuki aveva compreso che l'imitazione è alla base del processo di apprendimento nel bambino già dai primi stadi della vita e, attraverso il metodo che egli chiamò "della madre lingua", dimostrò che si poteva insegnare a suonare ad un bambino cosė come si insegna a parlare. Come un bambino apprende ascoltando e ripetendo le parole dette continuamente dai genitori, così impara a suonare ascoltando e ripetendo un frammento musicale, un ritmo, una melodia proposta dai genitori e guidati dall'insegnante. E' cosė che la musica entra a far parte in modo naturale della vita quotidiana del bambino e della sua famiglia e diventa strumento di crescita attraverso il quale il bambino impara a coltivare, fra le altre cose, il buon gusto e la sensibilità nei confronti degli altri.
Attraverso l'ascolto e l'imitazione, stimolato dall'ambiente che lo circonda, il bambino sviluppa nel percorso Suzuki, oltre alle capacità musicali, anche l'attenzione, la concentrazione e la coordinazione ed affronta la lettura musicale appena raggiunge l'età scolare. Obbiettivo fondamentale di Suzuki era proprio la crescita globale del bambino attraverso lo studio musicale. In particolare con la partecipazione ai gruppi di ritmica prima di orchestra e musica da camera poi, l'allievo sperimenta la propria capacità di stare con gli altri condividendo con i compagni l'esperienza del suonare insieme.
In Italia tale metodologia è stata introdotta circa vent'anni fa dai Maestri Lee ed Antonio Mosca di Torino, oggi sono numerosi i centri in Italia in cui i bambini possono imparare a suonare attraverso tale metodologia.